Parliamo spesso di sentimenti.
Parliamo d'amore, amicizia, conoscenza, odio, rabbia, schifo.
Noi parliamo veramente una cifra, ma cosa stiamo dicendo esattamente? Cos'è davvero che ci esce dalla bocca? Un insieme di parole senza senso, oppure qualcosa di costruttivo, qualcosa che possa arrecare danno o gioia, emozioni positive o negative?
Ci fermiamo mai a dare un peso a quell'insieme di lettere che compongono parole? Parole che hanno un peso, eccome se lo hanno, ma ci stiamo davvero così attenti?
Credo che un grande problema della nostra generazione, è aver perso la capacità di dare questo peso.
Tendiamo a
E allora eccoli lì pronte ad esplodere, le emozioni, le sensazioni, esplodono come un BigBang dei poveri, poveri esseri umani che però non creano materia da quello che dicono, ma sperperano, la maggior parte del tempo, solo odio e incomprensioni.
"Esprimere con la voce il pensiero".
Esattamente, senza filtro diamo voce alla nostra interiorità, la mettiamo a nudo, la facciamo prostituire con chiunque ci stia in torno, una puttana che finisce poi sulla bocca di tutti. I nostri problemi, i nostri più tangibili pensieri escono fuori che è una bellezza, speriamo veramente che così saremo capace di mettere ordine nel caos interiore che ci perseguita ogni volta che ci fermiamo un attimo a riflettere.
Ora, il problema dove risiede esattamente? Che non ragioniamo. Noi "diamo voce al pensiero".
Non è strano che il pensiero, atto dell'anima, venga poi così prostituito nei confronti di chiunque?
Vendiamo la nostra anima al miglior offerente (o al primo che capita) e poi ci lamentiamo se viene sgualcita, presa in giro e derubata della sua essenza.
E poi invece, altro lato della medaglia, ci sono coloro che custodiscono gelosamente tutti i pensieri, i chiusi di mente, coloro mai disposti al confronto, coloro da cui non sentirai mai un commento, un racconto, che hanno paura che venga aperta una breccia nel loro essere, che vada a rovinarsi la gabbia che con tanta fatica si sono chiusi attorno al loro mondo, gabbia purtroppo fittizia e solo causa di ulteriore dolore.
A mio parere l'uomo necessita di dialogare, altrimenti non avremmo sviluppato la capacità del linguaggio, arte talmente antica da essersi raffinata nei secoli, e aver dato vita ad un insieme di suoni che possiamo capire tra di no. Questo ce lo dimostra benissimo anche la nostra evoluzione cerebrale, rispetto per esempio anche agli animali, che non hanno le nostre capacità anatomiche di comprensione e produzione di linguaggio.
Allora per quale motivo, non usiamo appunto "il cervello" per pensare? O ne usiamo troppo poco, o ci mettiamo di mezzo il cuore?
Abbiamo perso la capacità di fidarci, di noi stessi e degli altri, viviamo in un mondo che ci dice che la comunicazione è la base di qualsiasi relazione (quanti social network sono nati negli ultimi anni solo per permettere la comunicazione tra persone a km di distanza?) eppure siamo incapaci di comunicare davvero.
La paura di dire troppo, o di dire troppo poco, o di non saper esprimere quelle che sono le nostre emozioni/pensieri o ci fa chiudere o ci fa parlare in modo insensato. Bisognerebbe fermarsi, riflettere e poi aprire la bocca. Riflettere per dare senso al groviglio che abbiamo dentro, e tirarlo fuori non per dargli un senso, ma esprimere cose sensate.
Ma forse si chiede troppo.
Nel mondo digitale, nel mondo del tutto e subito, del "cazzo ha visualizzato e non mi risponde", non sappiamo più ponderare sulle cose, non conosciamo la bellezza dell'attesa e dell'incapacità di poter prevedere ogni cosa, ci siamo scordati le emozioni che scaturiscono dalle parole dette con criterio e amore.
La mia, non vuole essere una cinica analisi di una realtà che credo stia andando a puttane, ma uno spunto di riflessione sul peso che noi, nel nostro piccolo, diamo alle miriadi di lettere che ogni giorno mettiamo insieme, affinché si possa davvero fare una rivoluzione verbale, e ci si possa riappropriare del pensiero e della grande facoltà di esprimerlo.
"Questo è sempre stato un modo
Per fermare il tempo
E la velocità
I passi svelti della gente
La disattenzione
Le parole dette
senza umiltà
senza cuore, così
solo per far rumore"
Elisa - Qualcosa che non c'è
http://www.youtube.com/watch?v=85a_g-UW3eA
Nessun commento:
Posta un commento